CHE COS’È IL C.A.I.

Il Club Alpino Italiano (CAI) è stato fondato ufficialmente nel 1863, a Torino, per iniziativa di Quintino Sella, ed è un Ente di Diritto Pubblico.

Come recita l’articolo 1 dello Statuto “ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale.”

La sua struttura organizzativa si articola su tre livelli territoriali:
C.A.I. Centrale (o Nazionale) che sovrintende e coordina tutte le strutture periferiche ed i cui organi principali sono: l’Assemblea dei Delegati (ossia dei rappresentanti di tutte le Sezioni), il Presidente Generale, il Comitato Centrale di indirizzo e controllo e il Comitato Direttivo Centrale.
C.A.I. Regionale che coordina e assiste tutte le sezioni operanti all’interno della regione ed i cui organi principali sono: l’Assemblea Regionale dei Delegati, il Presidente Regionale ed il Comitato Direttivo Regionale. C.A.I. Sezionale che rappresenta la struttura periferica operativa, formata dai Soci iscritti, ed i cui organi principali sono: l’Assemblea dei Soci, il Presidente della Sezione ed il Consiglio Direttivo.

La sede legale del CAI Centrale è a Milano, in via Petrella 19.

I soci sono:

I soci ordinari e familiari hanno diritto di voto nelle Assemblee sezionali.

Premesse queste notizie essenziali di carattere organizzativo, parlare del CAI significa fare riferimento ad una serie di valori che, se non sono esclusivi, certamente ci contraddistinguono e ci qualificano: parliamo del rispetto e della tutela della montagna e della natura in generale, dell’amore per le cose semplici e per il prossimo, dello spirito di solidarietà e di amicizia; non facciamo politica, non difendiamo interessi se non quelli riconducibili ai valori appena citati. Abbiamo forse un difetto: quello di voler contagiare anche i pigri con il nostro entusiasmo per la natura, che realizziamo attraverso varie attività (escursionismo, speleologia, ecc...).

Siamo tanti in Italia, più di 300.000: negli ultimi anni però il trend di crescita si è fermato. La nostra associazione soffre, come tutte le altre, del ricambio generazionale: è difficile che i giovani si avvicinino spontaneamente. Pertanto è necessario che il C.A.I. adotti una politica di coinvolgimento del mondo dei giovani, puntando soprattutto sulle istituzioni scolastiche.

Abbiamo l’obbligo di mantenere e divulgare il patrimonio di conoscenze e di esperienza che il CAI si è costruito in questi oltre 150 anni di vita e di tenere vivi gli ideali dei soci fondatori.

Abbiamo la fortuna di vivere in un paese, l’Italia, splendido per le sue coste, per le sue montagne, le sue colline e per gli immensi valori storici, artistici ed archeologici che custodisce (non sempre bene…). Purtroppo la splendida natura che ci hanno lasciato in eredità le generazioni passate è stata troppe volte offesa dall’opera devastatrice dell’uomo moderno.

Noi tutti dobbiamo sentire l’impegno di difendere il prezioso patrimonio che ancora abbiamo e trasmetterlo, intatto e fruibile, alle future generazioni. Anche questo significa oggi il CAI, vivere intensamente e gioiosamente le nostre esperienze con la consapevolezza di tenere viva, e tramandarla, una tradizione di valori che sono il fondamento della nostra cultura e alla base del nostro rapporto associativo.



IL C.A.I. A SIRACUSA

Il 16 novembre del 2001, al civico 33 di Via Maestranza è stata inaugurata la sede del C.A.I., sezione di Siracusa. Questo, sicuramente, sarà da ricordare come uno dei momenti più importanti della vita della nostra sezione.

Il CAI è un’associazione che ha antiche tradizioni nel Nord Italia e che si è estesa, negli anni, in tutto il territorio nazionale. A Siracusa inizia il suo "cammino" nel 1984, ad opera di Vito Oddo, che, con alcuni amici, forma un gruppo di rocciatori e di sciatori. In collaborazione con l’associazione speleo "Ugo Lago" di Noto vengono organizzate le prime escursioni in grotta. Nel tempo, nell’ambito del CAI, si afferma un altro tipo di attività: l’escursionismo, ossia camminare in natura all’aria aperta, come palestra per formare un’autentica coscienza ecologica. Camminare sia per conoscere il territorio, per molti sconosciuto, che per apprezzarlo e tutelarlo in piena fruizione; camminare alla scoperta di una cultura contadina, di un’Italia minore, fatta di masserie, sentieri, muretti a secco, trazzere ecc.

Il ’95 è l’anno del Cammina Italia, un percorso di sentieri ideato da Teresio Valsesia, che si snoda per tutta la penisola per un totale di 5.500 Km "attraverso le uguali diversità del nostro Paese". Un tratto, la cosiddetta bretella iblea, voluta e realizzata da Vito Oddo e da alcuni suoi più vicini collaboratori, arriva fino all’Isola delle Correnti dove è stata posta una targa che ricorda come questo sia il punto più meridionale del Cammina Italia.

Gli anni successivi vedono il nostro amico Vito sempre impegnato a diffondere la cultura della conoscenza e il rispetto del proprio territorio. Anche nelle scuole porta il suo entusiasmo cercando di trasferirlo ai giovani che rappresentano il futuro. Nel frattempo sempre più numerosi diventano i soci dell’allora sottosezione di Siracusa.
Inoltre vengono realizzate delle iniziative di rilevanza nazionale: nel ’96 avviene il gemellaggio tra il CAI di Siracusa ed il CAI di Mestre; e nel ’98, un sentiero che collega Cassaro a Buscemi, viene intitolato al beato Pier Giorgio Frassati. Questa iniziativa vede ospiti giunti da tutta Italia. Ma il ’98 è anche un anno fondamentale per la nostra sottosezione, che avendo raggiunto il ragguardevole numero di 140 iscritti, diventa finalmente sezione.

Nel marzo del 2000 la Provincia Regionale di Siracusa, commissiona alla nostra Sezione, il catasto dei Sentieri della provincia di Siracusa. Questo incarico è stato portato a termine impegnando un gruppo di volontari tra il giugno 2000 e marzo del 2001, e possiamo considerare che questo è stato sicuramente uno dei nostri maggiori risultati.
Il CAI di Siracusa inoltre è stato tra i promotori dell’ambizioso progetto del Parco degli Iblei, la cui istituzione oggi è finalmente in fase di realizzazione. Per promuovere l’idea del Parco ha organizzato, sin dal 1995, la Festa degli Iblei. In collaborazione con il CAI di Mestre, ha poi contribuito alla individuazione ed alla segnatura di alcuni sentieri nell’isola di Panarea.

Tutte queste iniziative hanno richiesto una serie di competenze, di saperi, di ricerche e di lavori di gruppo che hanno comportato notevoli ed onerosi impegni assolti sempre con entusiasmo e con puro spirito di volontariato, anche in cooperazione con altre associazioni ambientaliste.

Il C.A.I. riconosce i meriti indiscussi di Vito Oddo, un amico con la passione per la montagna, fondatore a Siracusa dell’associazione, che ha dedicato buona parte del suo tempo al CAI facendone quasi una ragione di vita.
Vito ci ha immaturamente lasciati nel febbraio del 2001; il suo entusiasmo, la sua determinazione, il suo impegno per il C.A.I. e per la Sezione di Siracusa in particolare, sono e dovranno essere il nostro stimolo per continuare la sua opera.



VITO ODDO E LA SEZIONE CAI DI SIRACUSA

La Sezione del Club Alpino Italiano di Siracusa si identifica con il suo promotore, fondatore e 1° Presidente: Vito Oddo, cui oggi è formalmente intestata.

Vito, giovane e stimato ambientalista, è stato considerato un pioniere nelle battaglie a difesa e tutela del territorio. Dinamico e intransigente, scrupoloso e coinvolgente, ha iniziato subito, con uno sparuto gruppetto di amici, a tessere la maglia dei vecchi sentieri perché riteneva fermamente che, solo attraverso il riuso delle vie storiche di comunicazione, fosse possibile far conoscere, da vicino e in maniera più consapevole, tutte le bellezze e le valenze che un territorio può offrire.

In altri termini riteneva che solo con un “bel bagno di natura”, una immersione totale nell’ambiente, potesse far emergere, tra i partecipanti, un sentimento di affezione, per non dire amore, verso il creato.

E questo, inoltre, era il presupposto fondamentale per giungere allo scopo finale: riuscire a trasformare ogni partecipante (socio o non socio) a convinto tutore dell’ambiente, pronto a potersi intestare ogni azione per la sua difesa. Ma non solo: pensava infine che, una volta raggiunto l’obiettivo della tutela, si potesse più facilmente poi passare alle azioni di valorizzazione del patrimonio ambientale per uno sviluppo turistico compatibile che consentisse un ritorno economico per le comunità dei monti iblei. In tal modo si riusciva anche a fugare ogni illazione sull’operato degli ambientalisti che, secondo i soliti denigratori, tenderebbero sempre e soltanto a conservare ed “ingessare” il territorio: a tal proposito era solito dire che la nostra azione si potesse simbolicamente paragonare al “lancio di un sassolino nello stagno che, creando una serie crescente di cerchi concentrici, riesce finalmente a smuovere le acque da troppo tempo immobili e intorpidite”.

Un’azione quindi di stimolo nei confronti di amministratori locali, forze sociali e comuni cittadini, affinchè prendessero coscienza soprattutto delle potenzialità di sviluppo del loro territorio. E’ dunque evidente come le idee di Vito, già allora, combaciassero con i principi del C.A.I., racchiusi sinteticamente nel motto: “Camminare per conoscere – Conoscere per amare – Amare per tutelare”, con l’aggiunta però di tutelare per valorizzare.

E così nel 1997 i suoi primi sforzi si concretizzano con l’inaugurazione della “Bretella Iblea” del Sentiero Italia, che viene percorso a tappe da Carlentini all’Isola delle Correnti dove, alla presenza degli amici GIGI RAVA (Vice Presidente Nazionale del C.A.I.) e TERESIO VALSESIA (ideatore e promotore del Sentiero Italia), viene scoperto il cippo di pietra arenaria (uguale a quello posto a Trieste) con la targa che testimonia l’inizio del Sentiero Italia nel punto più a Sud dell’Europa.

Due anni dopo, nel 1999, è la volta del “Cammina Italia”, il lungo sentiero di circa 6.000 km. che, collegando tutta l’Italia attraverso le vecchie vie di comunicazione, vuole soprattutto valorizzare i suoi centri minori. Evento quest’ultimo promosso e organizzato, con la collaborazione dell’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini), da Teresio Valsesia il quale, insieme ad altri intrepidi volontari, percorre in circa 8 mesi tutto il Sentiero Italia. E così nella primavera del 1999 la carovana del Cammina Italia approda all’Isola delle Correnti per percorrere, con l’aiuto di Vito e di altri soci, le tappe della Bretella Iblea.

Nel 2000, su incarico della Provincia Regionale di Siracusa, Vito e la Sezione sono impegnati nella realizzazione di un catasto sentieri della provincia siracusana: un lavoro laborioso e faticoso che il Presidente ha caparbiamente ottenuto e che, senza risparmiarsi, porterà a termine come ultima missione.

Un anno dopo un destino crudele lo strapperà ai suoi ideali, ai suoi progetti ed ai suoi cari. La Sezione subisce un duro colpo, ma cerca di reagire proseguendo nel suo cammino e impegnandosi, con le modeste energie disponibili, nel tentativo di finalizzare le azioni intraprese dal suo Presidente. Fra queste la madre di tutte: l’istituzione del Parco degli Iblei, ossia il grande sogno di Vito di regalare ad un vasto territorio, unico e straordinario, compreso tra le Province di Siracusa, Ragusa e Catania un progetto di sviluppo armonioso ed economicamente redditizio soprattutto per coloro che lo vivono. Infatti, con il suo entusiasmo contagioso, era riuscito a coinvolgere le varie associazioni del territorio e a costituire formalmente il 1° “Comitato Promotore del Parco degli Iblei”, che presenterà poi, agli organismi competenti, un progetto dettagliato con richiesta di istituzione del Parco.

Ma i tempi non sono ancora maturi ed il cammino verso il Parco viene bruscamente interrotto perché il progetto è fortemente osteggiato. La Sezione di Vito però non demorde: insieme alle altre associazioni ambientaliste delle 3 Provincie si impegna nella costituzione del 2° “Comitato Promotore del Parco degli Iblei” e nella promozione costante di eventi (Festa dei Sentieri Iblei, Cammino Ibleo, Convegno sui Parchi, …) che tengano vivo il sogno, ma cerchino anche di coinvolgere e convincere quanta più società civile possibile sull’utilità del Parco degli Iblei per poter governare uno sviluppo sostenibile di un patrimonio naturale così ricco e così splendido.



SEDE

La sezione di Siracusa del Club Alpino Italiano ha sede in Piazza Santa Lucia, 24

ORARI
La Segreteria della Sezione è aperta presso la Sede per le adesioni al Sodalizio, per le iscrizioni alle attività della Sezione e per informazioni nei seguenti orari:
Venerdì: 19:00 - 21:00

RECAPITI
CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Siracusa
Piazza Santa Lucia, 24
96100 Siracusa

LA SEZIONE NEL WEB
https://www.caisiracusa.it
Segreteria Soci: info@caisiracusa.it
Gruppo Speleologia: speleo@caisiracusa.it



ORGANI SOCIALI

A seguito dell'Assemblea dei Soci, tenutasi il 25 marzo 2019, le cariche sociali sono state così attribuite:


Presidente - La Gumina Giuseppe (detto Peppe)
Vice Presidente - Spicuglia Andrea

Segretario - Rizza Loredana
Tesoriere - Farinella Vincenzo

Componente Direttivo - Bartocci Giovanni (detto Gianni)
Componente Direttivo - Midolo Gaetano (detto Tanino)
Componente Direttivo - Rizza Loredana
Componente Direttivo - Sgroi Annamaria (detta Marisa)
Componente Direttivo - Spicuglia Andrea
Componente Direttivo - (vacante)

Revisore dei conti - Aprile Salvatore
Revisore dei conti - Manola Massimo
Revisore dei conti - Salibra Annamaria


DIRETTORI D'ESCURSIONE

NOMINATIVO
TELEFONO
EMAIL
Aprile Salvatore
368 777 0909
ASE Bartocci Giovanni
335 381 984
giobartoc@yahoo.it
ASE La Gumina Giuseppe
347 586 3790
peppelag@hotmail.com
Midolo Gaetano
336 503 5519
Ruscica Michele
377 188 5439
m_ruscica@libero.it
Sgroi Marisa
333 279 5136
sgroi.marisa@gmail.com


COME ADERIRE ALLA SEZIONE DI SIRACUSA DEL C.A.I.

Per aderire alla Sezione di Siracusa del Club Alpino Italiano è necessario compilare l’apposito modulo d’iscrizione, disponibile presso la Segreteria, unire due fototessera e versare la quota associativa relativa alla categoria d’appartenenza − ordinario, familiare e giovane − per l’anno in corso.
I Soci di altra Sezione del CAI possono iscriversi alla sezione di Siracusa presentando apposita domanda di trasferimento.

AGEVOLAZIONI RISERVATE AI SOCI
L’adesione o il rinnovo dell’iscrizione al CAI, oltre a consentire la partecipazione a tutte le iniziative del sodalizio, garantisce:

QUOTE D’ISCRIZIONE ANNUALE
Le quote di iscrizione per l’anno 2021 sono:

  Prima iscrizione o rinnovo (*) Agevolazione per gruppi familiari con + di 3 componenti
 Socio Ordinario € 50,00 € 45,00
 Socio Familiare € 25,00 € 20,00
 Socio Ordinario+++ € 25,00 € 20,00
 Socio Giovane € 16,00 € 10,00

*) Al momento della prima iscrizione è dovuta una quota di € 10,00 a carico del socio ordinario, € 1,00 a carico del socio familiare e del socio Ordinario+++ e € 4,00 a carico del socio giovane, quale quota associativa (UNA TANTUM).
Socio Ordinario: dal 25° anno di età;
Socio Familiare: dal 18° anno di età se convivente con un socio ordinario della Sezione di Siracusa del CAI;
Socio Ordinario+++: dal 18° anno di età fino al 25° anno.
Socio Giovane: fino al 17° anno di età.

Le nuove iscrizioni per l’anno 2021 possono essere attivate dal 1 Novembre 2020, con il versamento immediato della quota di iscrizione annuale e della quota associativa, e consentono di partecipare alle attività sociali per la parte residua dell’anno 2020. I rinnovi potranno essere effettuati dal 1 novembre 2020 al 31 ottobre 2021.
Dal 1 aprile 2021, chi non ha provveduto al rinnovo per l’anno in corso, non può partecipare alle attività sociali della sezione (escursioni, assemblea dei soci, ecc.) fino al momento del rinnovo. Dopo il 31 ottobre 2021 il mancato rinnovo comporta la decadenza dalla qualità di socio per morosità.

COME VERSARE LA QUOTA SOCIALE
La quota associativa va versata direttamente presso la sede della Sezione di Siracusa, sita in Piazza Santa Lucia 24, durante l’orario di apertura dell’Ufficio di Segreteria.